Lascia Firenze - Milano e Trieste

Margherita Hack - Nuovi Orizzonti Scientifici

La Ricerca Continua - Dalla Toscana al Friuli

Dopo anni di ricerca ad Arcetri, Margherita e Aldo lasciano Firenze per nuove avventure scientifiche. Prima a Milano presso l'Osservatorio di Brera a Merate, poi a Trieste come professore ordinario di Astronomia. Questi trasferimenti segnano tappe importanti della sua carriera, permettendole di accedere a strumentazione più avanzata e di ampliare le sue ricerche sulla evoluzione stellare.

I Trasferimenti di Margherita Hack

Il Viaggio - Da Firenze a Trieste

Giugno 1947 - Milano e la Ducati

Così passammo parecchi mesi da precari, costretti per forza di cose a vivere alle spalle dei nostri genitori fino a che, nel giugno 1947, Vasco Ronchi, ottico di fama internazionale e già direttore dell'Istituto di Ottica, mi invitò a raggiungerlo a Milano, dove si era trasferito su invito dei fratelli Ducati, proprietari della famosa Ducati di Bologna. Arrivammo a Milano proprio il giorno del mio compleanno, il 12 giugno del '47, e nel capoluogo lombardo ancora semidistrutto dai bombardamenti c'era la fiera, la prima fiera del dopoguerra.

✓ TRASFERIMENTO A MILANO

Il Lavoro alla Ducati - La Macchina Fotografica Sogno

Il mio lavoro alla Ducati consisteva nel preparare un libretto di istruzioni per l'uso di una macchina fotografica molto più piccola, circa la metà, di quelle in uso allora, di cui la rappresentante più famosa era la Leica. L'ingegnosità dell'innovazione consisteva nell'utilizzare lo stesso formato di pellicola, universalmente usato, per un negativo più piccolo. La Sogno era un esempio di tutte quelle piccole e grandi innovazioni che caratterizzarono l'attività delle nostre industrie nell'immediato dopoguerra.

Il Ritorno ad Arcetri - La Bicicletta Ritrovata

Il lavoro alla Ducati durò poco, i tempi erano difficili, spesso non avevano da pagarci lo stipendio, quando da Arcetri mi giunse l'offerta di un lavoro precario, tre quarti del mio tempo all'Istituto di Ottica a 15.000 lire al mese e un quarto a fare ricerca all'osservatorio a 5000 lire al mese. Così ritrovai anche la mia vecchia bicicletta che tornò a essere il mio abituale mezzo di trasporto sebbene la Vespa e la Lambretta come ho scritto stessero diventando la grande nuova passione del paese.

Le Motociclette Ducati - Un Nuovo Amore

Quando scoprimmo che la Ducati produceva una vera e propria motocicletta, sia pure con un motore di soli 65 centimetri cubici, di colore nero e verde, snella e sottile come una gazzella, ce ne innamorammo. Con mia sorpresa, Aldo era stato tanto abile economista da far fruttare i nostri scarsi guadagni abbastanza da poterci comprare due di quelle agognate moto. Devo dire che mi sentivo in colpa per lasciare sempre inutilizzata la bici e quando Athos, il fratello di Aldo, ce la chiese, fui contenta di regalargliela.

1954 - Trasferimento a Merate - L'Osservatorio di Brera

Nel '54 decidemmo di chiedere il trasferimento dall'osservatorio fiorentino di Arcetri alla succursale di quello milanese di Brera che ha la sede principale in centro città, reso famoso da Schiaparelli per le sue osservazioni di Marte e dei supposti canali. La succursale era a Merate, in Brianza, circa a metà strada fra Milano e Lecco, e disponeva di un telescopio da un metro più adatto al tipo di ricerche sulle stelle di quelli disponibili ad Arcetri.

✓ MERATE

Merate - Il Telescopio da un Metro

La succursale era a Merate, in Brianza, circa a metà strada fra Milano e Lecco, e disponeva di un telescopio da un metro più adatto al tipo di ricerche sulle stelle di quelli disponibili ad Arcetri, che invece, sotto la guida del nuovo direttore, stava specializzandosi sempre più nella sola fisica solare. Inoltre presso la sede distaccata c'erano alcune abitazioni per gli astronomi, che ne avevano diritto perché dovevano essere sempre a disposizione la notte per le osservazioni, sia di routine sia di fenomeni inaspettati.

Gli Anni di Merate - Ricerca Intensiva

A Merate, tutti - astronomi e tecnici - avevano un motorino, e quando arrivammo noi, con le nostre due motociclettine arrivate via treno, venimmo subito ingaggiati per una serie di corse campestri nel grande bosco facente parte del parco dell'osservatorio. Merate sarebbe stato un luogo adattissimo per gite in bicicletta, ma la smania per i motori imperava nell'Italia degli anni Cinquanta e molte scampagnate le facevamo con i nostri due Ducatini.

1952-1953 - Utrecht in Olanda - Il Paese della Bicicletta

Passammo sei mesi a Utrecht in Olanda, il paese della bicicletta per eccellenza. Ma avevo tanto da lavorare che tempo per le due ruote a pedali non ce n'era. Sono poi tornata più volte nei Paesi Bassi, avendo mantenuto stretti rapporti di collaborazione con i colleghi di Utrecht, e in quelle occasioni mi prestavano una delle loro biciclette, nere e pesanti, per fare lunghe passeggiate nei dintorni, lungo i canali, sulle piste ciclabili presenti dovunque, una vera e propria rete di piste sia da una città all'altra, sia all'interno delle stesse.

1954-1955 - Berkeley in California - Visiting Professor

Qualche anno dopo fui invitata come visiting professor da quell'università per un intero anno accademico. Berkeley rappresentava un'opportunità straordinaria per ampliare le mie conoscenze e collaborare con i migliori astrofisici americani. Questo periodo di ricerca internazionale arricchisce ulteriormente la mia formazione scientifica.

Le Malattie di Aldo - Il Clima della Brianza

Aldo non sopportava il clima umido della Brianza, ed ebbe almeno tre polmoniti una dietro l'altra; inoltre era allergico a un polline particolare di quella zona per cui tutte le primavere stava malissimo. Dopo averne parlato insieme fu costretto a tornare a Firenze, nella nostra vecchia casa, e io andavo in Toscana tutti i venerdì sera dopo aver fatto lezione all'università e ritornavo il lunedì mattina in tempo per l'altra lezione.

Dalla Giardinetta al Fiat 1300 - La Motorizzazione

Dalla Giardinetta eravamo, dopo molti passaggi, arrivati a un 1300 Fiat e mi potevo spostare abbastanza rapidamente, nebbia permett